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Joshua Ivars
Joshua Ivars
Con oltre 15 anni di esperienza in apicoltura, Joshua collabora con il congresso nazionale di apicoltura all'interno del comitato scientifico nell'area dell'innovazione e della sostenibilità.

Cosa guardare quando compri e rinnovi la cera

La cera non è un materiale di consumo qualunque: è la struttura dove la colonia alleva la covata, immagazzina il cibo e organizza buona parte della sua vita. Per questo, quando compri fogli cerei o blocchi di cera, non guarderei solo il prezzo al chilo. Guarderei soprattutto l'origine, la pulizia, l'accettazione da parte delle api e l'uso che ne farai. Una cera di cattiva qualità può provocare rifiuto, costruzioni irregolari, favi sovrapposti o problemi nella covata. E nel nido bisogna fare particolarmente attenzione, perché la cera vecchia accumula resti di bozzoli, spore e residui di trattamenti; molti acaricidi sono liposolubili e tendono a rimanere nella cera.

Il mio consiglio è lavorare con cera di fiducia e rinnovare i favi in modo programmato, non quando sono già neri ed esauriti. Nel nido, cercherei di sostituire ogni anno una parte dei favi, introducendo fogli nuovi quando la colonia è forte, con entrata di nettare/polline e temperatura sufficiente per costruirli bene. Per i melari, le esigenze sanitarie sono di solito minori che nel nido, ma conviene comunque conservare bene i favi e proteggerli dalla tarma della cera, dall'umidità e dalle muffe. Non mi fisserei solo sulla dimensione delle celle: prima darei priorità a una cera pulita, ben stampata, compatibile con il tuo telaino e ben accettata dalle api. Una buona cera si nota meno quando tutto va bene, ma si nota moltissimo quando manca.

CERA - Attrezzature Apicoltura

Cera

«Cera d'api» sono in realtà più prodotti diversi, e la prima cosa è sapere quale stai cercando.

Le temperature, che è quello che si chiede di più

La cera diventa plastica — modellabile ma non liquida — tra i 30 e i 35 ºC, e il suo punto di fusione sta tra 61 e 65 ºC. Fonderla del tutto chiede 60-70 ºC; rompere le emulsioni acqua-cera, 75-80 ºC. Sopra i 140 ºC iniziano a evaporare le frazioni volatili, che sono quelle che le danno l'odore: per candele e cosmetica conviene restare al minimo necessario. E la sterilizzazione vera, quella che distrugge le spore di Paenibacillus larvae, richiede 120 ºC per 30 minuti sotto pressione: non è quello che fa una pentola.

«Pura» non significa la stessa cosa ovunque

La cera è un grasso e, come tale, accumula composti liposolubili. Un foglio può essere perfettamente cerato e comunque essere scadente se è adulterato, vecchio, bruciato o carico di residui. Quattro cose vengono spesso vendute come se fossero la stessa:

  • Cera pulita — fusa e decantata, senza impurità visibili.
  • Cera sterilizzata — trattata per tempo e temperatura per ridurre patogeni e spore.
  • Cera decontaminata — sottoposta a processi specifici per ridurre i residui chimici.
  • Cera tracciabile o analizzata — con supporto documentale di origine, purezza o residui.

Non sono sinonimi, e solo l'ultima è verificabile. Se la destinazione è la cosmetica o i fogli del nido, chiedi l'analisi e non l'aggettivo.

Se è per l'alveare: perché si rinnova

Un favo nero, di 13-15 generazioni di covata, conserva intorno al 46 % di cera reale: il resto sono bozzoli, resti di larva e propoli accumulata. Le celle si stringono e ispessiscono le pareti, e le api che nascono sono più piccole — da circa 123 mg su favo nuovo a 106 mg su favo nero. In più attirano di più la tarma, perché contengono più proteine.

La regola abituale è rinnovare tra il 20 e il 30 % del nido ogni anno, o almeno 2-3 fogli per alveare. Un foglio standard pesa circa 100 g, e dare cera già fatta risparmia alla famiglia un investimento energetico enorme: produrre un chilo di cera le costa diversi chili di miele, e il rapporto esatto varia tanto con il clima e la forza della famiglia che non conviene fidarsi di una cifra unica.

Hai domande su Cera?

A cosa serve il foglio cereo?

I fogli cerei, noti anche come fogli di cera per arnie, hanno uno scopo preciso in apicoltura. Realizzati in cera d'api, portano in superficie un disegno di celle esagonali pre-impresso che fa da base e da guida alle api per costruire i favi.

I fogli cerei si collocano nei telaini dell'arnia e, appena le api li individuano, iniziano a lavorarli, allungando e costruendo le celle dove immagazzineranno miele e polline e alleveranno la covata. La struttura pre-impressa aiuta le api a costruire un favo ordinato ed efficiente in termini di spazio e risorse.

In sintesi, i fogli cerei facilitano alle api la costruzione del favo e migliorano l'efficienza e la produzione dell'alveare.

Quanti kg di cera servono per un'arnia?

La quantità esatta di cera necessaria in un'arnia può variare a seconda di diversi fattori, come le dimensioni e il modello dell'arnia e il numero di telaini.

Per esempio, per un'arnia Langstroth comune con due nidi e 10 telaini per nido (20 telaini in tutto), servirebbero all'incirca da 2 a 2,4 kg di cera per coprire tutti i telaini con fogli cerei.

Tieni conto che anche le api produrranno cera in modo naturale per costruire favi aggiuntivi ed effettuare riparazioni nell'arnia. Inoltre le arnie possono variare per dimensioni e modello, per cui la quantità di cera necessaria può differire a seconda del tipo e della configurazione.

Come si fissa il foglio cereo ai telaini?

Prima di fissare i fogli cerei ai telaini occorre tendere i fili con una pinza o con un attrezzo apposito, per garantire una superficie liscia e uniforme.

Una volta teso, si applica una corrente elettrica sul filo usando un trasformatore elettrico con pinze, collegando i morsetti a ciascuna delle estremità del filo.

Il trasformatore si applica per pochi secondi, il tempo sufficiente perché il filo si scaldi quanto basta a sciogliere la cera e vi resti incastonato. È importante non surriscaldare il filo, per evitare di danneggiare il foglio e tagliarlo in pezzi.

Va quindi usata cautela nell'applicare la corrente, restando attenti al processo di fusione della cera. Una volta che la cera è integrata nel telaino, questo è pronto per essere messo nell'arnia.

Quanti fogli dà un chilo di cera?

Il numero di fogli di cera che si ricavano da un chilo di cera dipende dalle dimensioni e dallo spessore dei fogli. Come riferimento, per fogli cerei di misura standard usati nelle arnie Langstroth, di circa 42 cm x 20 cm, se ne ottengono all'incirca da 9 a 11 per chilo di cera.

Come si scioglie la cera d'api?

La cera d'api non è solubile in acqua, ma si scioglie bene in grassi, oli e alcuni solventi organici. Per scioglierla in un olio, per esempio, basta scaldare l'olio e aggiungere la cera d'api, mescolando di continuo finché la cera non si è fusa e amalgamata completamente con l'olio. Tra i solventi utilizzabili per sciogliere la cera d'api ci sono il benzene, il cloroformio e l'etere.

La cera d'api fonde se esposta a una temperatura tra i 62 e i 65 °C. Per lavorarla in modo efficace si consiglia di scaldarla a una temperatura superiore, intorno ai 75-90 °C, così da farla passare alla fase liquida. È essenziale non surriscaldarla: oltre i 100 °C può iniziare a perdere componenti volatili e, oltre i 140 °C, le perdite di molecole costituenti sono significative.

Come si prepara la cera d'api?

Una volta raccolta, la cera d'api grezza contiene impurità come propoli, resti di api e altre particelle. Per prepararla, la si sottopone a un processo di fusione in acqua calda. Le impurità si depositano sul fondo o galleggiano in superficie, mentre la cera d'api pura si solidifica raffreddandosi, formando uno strato sulla superficie dell'acqua. Una volta solidificata si preleva, si asciuga e infine la cera si conserva o si utilizza secondo necessità, sia per fare fogli cerei, sia candele, prodotti cosmetici e altro.

Che cos'è la cera d'api e a cosa serve?

La cera d'api è una sostanza naturale secreta dalle api giovani per costruire i favi negli alveari. È composta principalmente da esteri di acidi grassi e da diversi alcoli a catena lunga. Gli usi sono vari; tra le applicazioni più note ci sono:

  • In apicoltura si usa per fabbricare fogli cerei che fanno da base alle api per costruire i favi.
  • Fabbricazione di candele.
  • Nell'industria cosmetica si utilizza per creme, balsami e altri prodotti per la cura della persona.
  • Come agente di rivestimento e conservante negli alimenti.

Che tipo di cera d'api scegliere per il mio progetto?

La scelta del tipo di cera d'api dipende soprattutto dall'uso che ne farai. Se vuoi realizzare candele, per esempio, conviene optare per cera ad alta purezza in perle o in blocchi, dato che fonde in modo omogeneo e conserva i suoi aromi naturali, il che si traduce in candele dalla combustione pulita e dall'aspetto gradevole.

Se invece il tuo obiettivo è rinnovare o fabbricare favi o fogli per l'alveare, l'ideale è scegliere cera in fogli o in blocco che sia stata sottoposta a processi di filtraggio per eliminare impurità e residui di trattamenti, garantendo così una maggiore accettazione da parte delle api e una migliore produttività nella produzione di miele.

In sintesi, valuta la destinazione finale della tua cera e assicurati di scegliere un prodotto certificato e naturale, che rispetti i parametri di purezza e qualità necessari per valorizzare il rendimento del tuo alveare.

Qual è la differenza tra la cera goffrata e la cera d’api in blocco?

La cera goffrata si presenta in fogli con celle impresse e misure adatte a diversi formati di telaino, quindi è pensata per essere inserita nell’alveare. La cera d’api in blocco è un pezzo solido che può essere fuso o trasformato per lavori apistici e artigianali. Scegli i fogli per montare i telaini; scegli il blocco se ti serve materia prima da fondere o lavorare.